Il fine settimana dell'ultra: uno sguardo d'insieme sul 26 settembre
Il weekend del 26 settembre 2026 resterà a lungo nei ricordi di chi segue l'ultrarunning con attenzione. Tra North America e Europa si sono disputate alcune delle gare più attese della stagione autunnale, con campi partenza profondi e condizioni che non hanno perdonato gli errori di gestione del passo.
Da Chamonix alle montagne del Colorado, passando per i trail della Catalogna, ogni gara ha raccontato una storia diversa. Alcune hanno consacrato nomi già conosciuti, altre hanno spalancato le porte a nuovi protagonisti che fino a pochi mesi fa erano quasi sconosciuti al grande pubblico. Il livello medio si è alzato in modo visibile, e chi ha vinto lo ha fatto con margini spesso risicati.
Se segui l'ultra da anni, sai che settembre è un mese particolare: le gambe hanno accumulato molti chilometri estivi, ma la testa è fresca, motivata, affamata di risultati. Questo weekend ha confermato quella sensazione più volte, su ogni sentiero.
Nord America: Colorado e Pacific Northwest al centro della scena
Il Wasatch Front 100 nello Utah ha offerto uno degli spettacoli più avvincenti del weekend. Le condizioni nelle prime ore della notte di sabato sono state brutali: temperature sotto i cinque gradi alle quote più alte del percorso, con vento forte che ha costretto diversi atleti a rivedere la propria strategia ai checkpoint. Il vincitore maschile, Daniel Kowalski, ha gestito il freddo con intelligenza tattica rara per uno che corre solo il terzo 100-miglia della carriera.
In campo femminile, Priya Mathur ha dominato con un approccio quasi metronomico, mantenendo un ritmo costante nelle sezioni di salita e recuperando terreno nelle discese tecniche. Il suo distacco sulla seconda classificata, oltre quaranta minuti, dice tutto sulla qualità della prestazione. Mathur aveva già fatto parlare di sé alla Western States 100 di giugno, e questo risultato consolida la sua posizione tra le favorite per il 2027.
Più a nord, nel Pacific Northwest 50K nelle Cascades, il percorso fangoso e i tratti esposti hanno ridotto il numero dei finisher. Tra chi ha completato la gara in modo convincente spicca Marcus Tran, atleta di Seattle quasi sconosciuto fino a pochi mesi fa, che ha chiuso secondo assoluto con un tempo che molti veterani della gara non erano mai riusciti ad avvicinare. Un nome da tenere d'occhio.
Europa: i trail del Mediterraneo e le Alpi francesi sotto i riflettori
In Catalogna si è disputata la Montserrat Ultra Trail, gara che unisce tecnicità estrema a un fascino paesaggistico difficile da replicare altrove. Il percorso da ottanta chilometri taglia attraverso le formazioni rocciose iconiche della montagna catalana, con sezioni in cui la progressione è più arrampicata che corsa. Sabato la visibilità era ridotta per la nebbia mattutina, il che ha complicato le letture del percorso per chi non conosceva bene i sentieri.
Ha vinto Àlex Puig, catalano di Manresa, alla sua quinta partecipazione alla gara. Ma la vera sorpresa è arrivata dalla corsia femminile: Ingrid Hassel, norvegese di Bergen, ha terminato in terza posizione assoluta, non solo tra le donne. Era alla sua prima esperienza su un trail mediterraneo dopo una carriera costruita sulle neve e sul ghiaccio scandinavo. Il suo adattamento alle rocce asciutte e al caldo anomalo di fine settembre è stato notevole.
Nel cuore delle Alpi francesi, la CCC Ultra Autumn Edition, gara satellite del circuito UTMB che si svolge ogni autunno con un percorso leggermente modificato rispetto alla versione estiva, ha visto trionfare Jean-Baptiste Morel in campo maschile e Sofía Reyes in campo femminile. Reyes, spagnola di Pamplona, ha corso una gara di altissima intelligenza tattica, resistendo alla pressione di due avversarie più quotate nelle fasi centrali per poi accelerare negli ultimi venticinque chilometri. Tre anni fa correva gare di dieci chilometri su asfalto. Oggi è tra le migliori del continente sui lunghi.
Cosa ci insegna questo weekend per i prossimi appuntamenti autunnali
Al di là dei nomi e dei risultati, questo weekend ha offerto spunti tecnici preziosi per chiunque stia preparando una gara autunnale. La variabile meteo ha inciso in modo determinante su quasi tutte le gare: chi aveva inserito sessioni di allenamento nelle ore notturne e al freddo ha chiaramente avuto un vantaggio nelle prime fasi delle gare con partenza serale.
Un secondo elemento ricorrente è stata la gestione calorica nelle gare oltre le dodici ore. Diversi atleti di punta hanno rallentato vistosamente dopo il sessantesimo o settantesimo chilometro, segnale di un rifornimento insufficiente nelle fasi centrali. Chi ha invece mantenuto un approccio regolare all'alimentazione, consumando tra le 200 e le 300 calorie ogni ora, ha tenuto meglio il ritmo fino al traguardo. Non è una novità, ma vedere la teoria confermata su più gare nello stesso weekend rafforza il messaggio.
Ecco i punti chiave che emergono da questa analisi dei weekend ultra autunnali:
- Allenamento notturno: simulare le condizioni di gara nelle ore buie migliora la resilienza psicofisica nelle gare lunghe.
- Nutrizione costante: evitare picchi e crolli calorici è ancora più critico nelle gare autunnali, dove il freddo aumenta il dispendio energetico.
- Adattamento al terreno: come ha dimostrato Hassel in Catalogna, lavorare su terreni diversi dal proprio "habitat" naturale porta benefici reali in gara.
- Gestione tattica: molte delle vittorie di questo weekend sono arrivate non per il passo più veloce, ma per la capacità di leggere la gara e cambiare ritmo nel momento giusto.
- Profondità dei campi: i margini di distacco ridotti tra i primi classificati in quasi tutte le gare indicano che il livello medio dell'ultrarunning sta crescendo rapidamente, sia in Europa che in Nord America.
Se stai pianificando un autunno di gare, studia quello che è successo il 26 settembre. Non come spettatore, ma come atleta che cerca informazioni utili. Perché i percorsi cambiano, le condizioni variano, ma i pattern di chi riesce a finire forte restano spesso gli stessi.