Running

Run Rabbit Run 100: due record sotto la pioggia

Ryan Sullivan e Hannah Allgood hanno battuto entrambi i record del percorso alla Run Rabbit Run 100 Mile 2026, sotto la pioggia.

Trail runner shot from behind, mid-stride on a muddy mountain path in heavy rain and mist.

Una giornata storica a Steamboat Springs

Il 21 settembre 2026 passerà alla storia come uno dei giorni più straordinari nel calendario delle ultramaratone nordamericane. Alla Run Rabbit Run 100 Mile di Steamboat Springs, Colorado, sono caduti due record del percorso nella stessa giornata. Non è una cosa che succede spesso, anzi: è un evento rarissimo che dice molto sullo stato attuale della corsa su distanze estreme.

La pioggia battente non ha fermato nessuno. Il meteo avverso ha reso il tracciato fangoso, scivoloso e tecnicamente molto più impegnativo del solito, eppure entrambi i vincitori hanno tagliato il traguardo con tempi che hanno riscritto la storia della gara. Quando le condizioni sono peggiori, i campioni veri si riconoscono proprio in quei momenti.

Steamboat Springs non è una location casuale. Situata nelle Montagne Rocciose del Colorado, offre un percorso che mette alla prova chiunque: dislivelli importanti, single track tecnici e un'altitudine che toglie il respiro, nel senso più letterale possibile. Battere un record qui, sotto la pioggia, è qualcosa di cui parlare per anni.

Ryan Sullivan e quei 19 minuti strappati alla storia

Ryan Sullivan ha tagliato il traguardo in 17 ore, 3 minuti e 38 secondi, polverizzando il precedente record maschile con un margine di quasi 19 minuti. Non si tratta di pochi secondi limati con una prestazione millimetrica. Quasi un quarto d'ora abbondante strappato al cronometro, su un percorso da 100 miglia, sotto la pioggia. Il dato parla da solo.

Sullivan ha corso con una gestione del ritmo che ha impressionato gli addetti ai lavori. Le 100 miglia si vincono o si perdono spesso nella seconda metà, quando il corpo inizia a mandare segnali sempre più insistenti di cedimento. Il fatto che abbia mantenuto una progressione solida nonostante il terreno bagnato dimostra una preparazione atletica fuori dal comune e, soprattutto, una testa che non cede.

Il Colorado è da sempre un terreno di caccia per i migliori ultrarunner del mondo. Ma abbattere un record del percorso di quasi 19 minuti in condizioni così difficili non è solo una questione di talento puro. È il risultato di mesi di lavoro specifico, di una conoscenza approfondita del percorso e di scelte tattiche coraggiose prese in tempo reale, quando la pioggia cambia tutto quello che avevi pianificato — esattamente come successo quest'anno alla Leadville 100, stravolta da un incendio, dove gli atleti hanno dovuto ridisegnare ogni strategia all'ultimo momento.

Hannah Allgood e il record al femminile

Hannah Allgood ha scritto la sua pagina di storia nella stessa giornata, stabilendo un nuovo record femminile del percorso alla Run Rabbit Run 100 Mile. Due record nello stesso giorno, nella stessa gara. Un'eventualità così rara che molti appassionati di ultrarunning non l'avevano mai vista accadere in un singolo evento.

Allgood ha corso una gara di altissimo livello tecnico, dimostrando quella capacità di adattarsi alle condizioni variabili che distingue le atlete di vertice dalle ottime corsiste. La pioggia cambia la dinamica di una 100 miglia in modo radicale: cambia le scelte di calzatura, cambia i tempi ai rifornimenti, cambia la gestione dell'energia perché il corpo lavora di più per mantenere la stabilità su terreni scivolosi. Navigare tutto questo e arrivare a un record è semplicemente eccezionale.

La sua prestazione apre una riflessione più ampia sul livello attuale delle ultrarunner donne. Il gap tra le migliori atlete femminili e i tempi maschili si è ridotto sensibilmente negli ultimi anni sulle distanze ultra, e gare come questa dimostrano che il talento femminile nel trail e nelle 100 miglia è in piena esplosione. Allgood è una delle protagoniste di questo momento, al pari di Sophie Woods, che ha frantumato il record della Via Alpina nello stesso anno.

Cosa ci dice questo doppio record sul futuro delle 100 miglia

Un doppio record nella stessa gara, nello stesso giorno, sotto la pioggia. Proviamo a capire cosa significa davvero per il panorama delle ultramaratone. Prima di tutto, segnala che la profondità di talento nelle 100 miglia sta crescendo in modo significativo. Non siamo più nell'era in cui bastava avere una manciata di atleti di punta per dominare il circuito. Oggi il livello medio si è alzato e la competizione spinge tutti verso prestazioni che fino a poco tempo fa sembravano irraggiungibili.

Ci sono alcune tendenze che spiegano questo salto di qualità:

  • La preparazione specifica è migliorata. Gli atleti di ultra oggi lavorano con preparatori atletici, nutrizionisti e specialisti del recupero con un approccio professionale che fino a dieci anni fa era riservato solo ai top runner su asfalto.
  • Le tecnologie di monitoraggio hanno cambiato l'allenamento. Sapere esattamente come risponde il corpo al carico di lavoro permette di ottimizzare la preparazione in modo molto più preciso.
  • La comunità ultra è cresciuta. Più corridori significa più concorrenza, più stimoli e una spinta collettiva verso il miglioramento continuo.
  • Le scarpe da trail sono evolute enormemente. Le nuove generazioni di calzature offrono grip, protezione e ammortizzazione che permettono di correre più veloci anche su terreni difficili come quelli di Steamboat sotto la pioggia.

Il secondo aspetto che colpisce è la condizione meteorologica avversa come variabile. Di solito, quando un record viene abbattuto, si tende a cercare le condizioni ideali come fattore facilitante. Qui è successo il contrario. La pioggia ha reso tutto più difficile, ha aumentato il rischio di infortunio e ha messo alla prova la capacità di adattamento di ogni atleta in gara. Il fatto che due record siano caduti nonostante questo suggerisce che Sullivan e Allgood avrebbero potuto fare qualcosa di ancora più sorprendente in una giornata serena.

La Run Rabbit Run 100 Mile è una delle gare più rispettate del calendario ultra americano. Questo 21 settembre 2026 ha alzato ulteriormente il suo profilo. Chi era presente ha assistito a qualcosa che difficilmente vedrà di nuovo in tempi brevi. E per chi segue l'ultrarunning da casa, con i tracker in tempo reale e gli aggiornamenti delle classifiche, è stata una di quelle giornate in cui non riesci a smettere di controllare lo schermo. Quella sensazione, quando i numeri scorrono e capisci che stai vedendo la storia, vale quanto correre una gara.