MyFitnessPal vale un miliardo: cosa sta succedendo davvero
Il fondo di private equity Francisco Partners sta esplorando la vendita di MyFitnessPal a una valutazione superiore al miliardo di dollari. La notizia ha fatto il giro del settore in poche ore, e non solo perché si parla di cifre importanti. Il punto è che MyFitnessPal è, nella percezione comune, un'app per contare le calorie. Eppure qualcuno è disposto a pagare più di $1B per averla.
Francisco Partners aveva acquisito la piattaforma da Under Armour nel 2020, pagando circa $345 milioni in un momento in cui l'azienda di abbigliamento sportivo stava cercando di alleggerire il proprio portafoglio digitale. In meno di sei anni, la valutazione sarebbe quindi quasi triplicata. O almeno, questa è la tesi che il fondo sta cercando di vendere ai potenziali acquirenti.
Ma dietro i numeri c'è una storia più complessa. MyFitnessPal ha attraversato anni difficili: tagli al personale, una violazione dei dati nel 2018 che aveva coinvolto oltre 150 milioni di account, e una crescita rallentata rispetto ai concorrenti più aggressivi sul fronte dell'intelligenza artificiale. Se la valutazione regge, è perché il mercato sta guardando qualcosa che va ben oltre il prodotto attuale.
La consolidazione del fitness tech non è un caso
L'eventuale vendita di MyFitnessPal si inserisce in un contesto di consolidazione accelerata nel settore del fitness tecnologico. Negli ultimi due anni abbiamo visto operazioni significative: la fusione tra Playlist e EGYM ha creato un polo europeo nel segmento dei software per palestre, mentre player come Whoop, Strava e Garmin hanno rafforzato le loro posizioni attraverso acquisizioni strategiche o round di finanziamento molto generosi.
Il punto di fondo è che il fitness tech è diventato un settore dove la scala conta più del prodotto. Chi ha più utenti, più dati longitudinali sul comportamento alimentare e fisico, e più touchpoint con l'utente finale, ha un vantaggio competitivo che è difficile da replicare da zero. MyFitnessPal conta ancora oggi oltre 200 milioni di utenti registrati, con un database nutrizionale che include più di 14 milioni di alimenti. Questo patrimonio è quasi impossibile da costruire ex novo.
Non è un caso che i potenziali acquirenti citati nelle indiscrezioni appartengano a categorie molto diverse: fondi di private equity, aziende farmaceutiche, piattaforme di wellness e persino player nel settore assicurativo sanitario. Ognuno di questi soggetti vede in MyFitnessPal qualcosa di diverso, ma tutti condividono lo stesso interesse di fondo: accedere a una base utenti enorme e a dati comportamentali dettagliati su abitudini alimentari, peso e attività fisica.
Il vero asset sono i dati, non le funzionalità
Chiunque abbia usato MyFitnessPal sa che l'interfaccia non è esattamente all'avanguardia. Le funzionalità premium hanno faticato a convincere gli utenti a pagare in modo continuativo, e le recensioni recenti sull'App Store raccontano di un prodotto che sente il peso degli anni. Eppure la valutazione regge. Il motivo è semplice: il valore reale non sta nell'app, sta nei dati.
Anni di log alimentari, pattern di consumo calorico, correlazioni tra dieta e variazioni di peso, preferenze alimentari segmentate per età, sesso e area geografica. Per un'azienda farmaceutica che vuole capire meglio il comportamento dei pazienti con obesità o diabete di tipo 2, o per una compagnia assicurativa che vuole costruire modelli predittivi sul rischio di salute, questo tipo di dataset ha un valore che non si compra facilmente altrove.
Questo solleva domande legittime su cosa succederebbe a quei dati dopo un'acquisizione. Le politiche sulla privacy di MyFitnessPal permettono già oggi usi abbastanza ampi dei dati aggregati e anonimizzati. Ma l'esperienza di altri settori insegna che quando un asset viene acquisito da un nuovo proprietario con obiettivi diversi, le condizioni d'uso tendono a evolversi nel tempo. Chi ha loggato ogni pasto negli ultimi dieci anni dovrebbe almeno porsi la domanda.
Cosa significa per chi usa app di nutrizione nel 2026
Se sei un utente di MyFitnessPal o di qualsiasi altra app di tracking nutrizionale, la notizia ha implicazioni pratiche. Prima di tutto, un cambio di proprietà porta quasi sempre con sé una revisione del modello di business. Potrebbe significare prezzi più alti per il piano premium, funzionalità gratuite spostate dietro paywall, o integrazioni con servizi terzi che oggi non esistono.
Sul lato positivo, un acquirente con risorse adeguate potrebbe finalmente investire in modo serio sul prodotto. MyFitnessPal ha bisogno di un aggiornamento significativo per competere con alternative più moderne come Cronometer, Lose It! o le funzionalità di tracking integrate in dispositivi come Apple Watch e Garmin. L'AI applicata al riconoscimento fotografico degli alimenti, per esempio, è ancora un'area dove l'app è rimasta indietro rispetto a concorrenti più piccoli ma più agili.
Il mercato delle app di nutrizione nel 2026 è più affollato e più sofisticato di quanto non fosse cinque anni fa. Gli utenti si aspettano integrazione con i dati dei wearable, suggerimenti personalizzati basati su obiettivi reali e un'esperienza che tenga conto non solo delle calorie ma anche dei micronutrienti, del timing dei pasti e della qualità del sonno. Chi acquisterà MyFitnessPal dovrà decidere rapidamente se vuole costruire su queste aspettative o limitarsi a estrarre valore dal database esistente.
La differenza tra queste due strade non è indifferente per gli utenti. Nel primo caso si ottiene un prodotto migliore. Nel secondo, si rischia di ritrovarsi con un'app che smette di innovare mentre i dati personali vengono monetizzati in modi non sempre trasparenti. Seguire l'evoluzione di questa operazione vale la pena, indipendentemente da quale app usi per tenere traccia di cosa mangi.
- Valutazione attuale: oltre $1 miliardo, quasi il triplo rispetto al prezzo pagato da Francisco Partners nel 2020
- Base utenti: oltre 200 milioni di account registrati, con dati longitudinali su abitudini alimentari
- Potenziali acquirenti: fondi PE, aziende pharma, piattaforme wellness e player nel settore assicurativo
- Rischio per gli utenti: possibili cambi alle policy sulla privacy e al modello di monetizzazione post-acquisizione
- Opportunità: nuovi investimenti sul prodotto per colmare il gap con i concorrenti più moderni