Running

Come allenarsi per le gare di trail con molto dislivello

Dalla Hardrock 100 ai trail di alta quota: guida pratica ad acclimatazione, blocchi di allenamento, forza mentale e gear essenziale per correre in quota.

A trail runner mid-stride on a rocky mountain switchback, bathed in warm golden morning light.

Perché l'alta quota cambia tutto nel trail running

La Hardrock 100 è una delle gare di ultratrail più dure al mondo. Il percorso attraversa le San Juan Mountains del Colorado con oltre 33.000 piedi di dislivello positivo e si svolge quasi interamente sopra i 3.350 metri di quota. Non è solo una questione di chilometri: è una questione di ossigeno, pressione barometrica e adattamento fisiologico.

A queste altitudini, la saturazione di ossigeno nel sangue scende in modo significativo. Il corpo risponde aumentando la frequenza respiratoria e cardiaca, riducendo la capacità di smaltire l'acido lattico e rallentando i tempi di recupero muscolare. Se arrivi alla partenza senza aver mai allenato il tuo corpo in quota, stai lasciando troppo al caso.

La buona notizia è che l'adattamento all'altitudine è allenabile. Richiede tempo, metodo e una pianificazione realistica del calendario pre-gara. Non si improvvisa nelle ultime due settimane: va costruito in blocchi progressivi che iniziano mesi prima.

Come strutturare i blocchi di allenamento specifici per il dislivello

Per affrontare gare ad alta quota come la Hardrock 100, hai bisogno di almeno 8-12 settimane di allenamento vert-specifico. Questo significa sessioni dedicate al dislivello, non semplicemente chilometri su terreno pianeggiante. Il corpo deve imparare a gestire la spinta sui saliscendi, a usare i fianchi e i glutei in modo efficiente, e a mantenere una cadenza sostenibile anche con pendenze superiori al 30%.

Uno degli strumenti più efficaci in questa fase sono i back-to-back long run: uscite lunghe su terreno collinare effettuate in giorni consecutivi, tipicamente il sabato e la domenica. Questa struttura simula la fatica accumulata durante una gara multi-giorno e insegna al corpo a correre e camminare in modo efficiente anche con le gambe già cariche. Gli atleti d'élite che si preparano per la Hardrock inseriscono settimane con 6.000-9.000 metri di dislivello positivo nella fase di picco.

Un piano realistica potrebbe includere:

  • Settimane 1-4: costruzione del volume aerobico, uscite di 3-4 ore con dislivello progressivo, lavoro sulla tecnica di discesa
  • Settimane 5-8: introduzione dei back-to-back, aumento del dislivello settimanale, sessioni di forza specifica per i muscoli stabilizzatori
  • Settimane 9-12: simulazione delle condizioni di gara, uscite in quota se possibile, riduzione del volume con mantenimento dell'intensità

Non trascurare il lavoro di forza. Esercizi come lo step-up con carico, lo squat monopodalico e il nordic hamstring curl riducono il rischio di infortuni in discesa e migliorano l'efficienza meccanica. Trenta minuti di forza due volte a settimana fanno una differenza concreta sul lungo periodo.

Acclimatazione all'altitudine: strategie e compromessi reali

L'acclimatazione è la variabile che separa chi sopravvive alla Hardrock da chi la porta a termine con fluidità. Esistono due approcci principali, entrambi con vantaggi e limiti concreti.

Il protocollo live high, train low prevede di vivere in quota (sopra i 2.500 metri) e scendere a quote inferiori per gli allenamenti più intensi. Questo stimola la produzione di eritropoietina naturale e aumenta la conta dei globuli rossi, migliorando il trasporto dell'ossigeno. È il metodo preferito da molti professionisti, ma ha un costo elevato in termini di logistica e accessibilità. Non tutti possono trasferirsi in alta montagna per sei settimane.

Un'alternativa più accessibile è il pre-race altitude camp: un soggiorno di 10-14 giorni in quota nelle settimane precedenti alla gara. Per la Hardrock, molti runners scelgono di installarsi a Silverton o nelle zone limitrofe già due settimane prima della partenza. I benefici fisiologici sono reali ma parziali rispetto a un'esposizione prolungata. Anche le tende ipobariche sono un'opzione, con costi che partono da circa $3.000-$5.000 per l'acquisto o noleggio stagionale: una scelta da valutare solo se sei disposto a investire seriamente nell'ottimizzazione delle prestazioni.

Qualunque approccio tu scelga, ricorda che i primi 2-3 giorni in quota sono i più critici. Il mal di montagna acuto può colpire anche atleti allenati. Idratazione costante in condizioni estreme, ascesa graduale e rispetto dei segnali del corpo non sono consigli opzionali.

Forza mentale, equipaggiamento e gestione della gara

La preparazione mentale per una gara come la Hardrock non è un optional. Courtney Dauwalter, dominatrice degli ultra trail, ha spesso descritto la sua capacità di scomporre gare lunghissime in micro-segmenti: invece di pensare ai 100 miglia totali, si concentra sul prossimo aid station, sul prossimo tornante, sul prossimo tratto di pianura. Questa tecnica, supportata dalla letteratura sulla psicologia dello sport, riduce la percezione dell'enormità del compito e mantiene il focus operativo.

La visualizzazione è un altro strumento documentato. Nei mesi precedenti alla gara, dedica sessioni specifiche a immaginare i momenti più duri: il caldo di metà pomeriggio, la nausea da quota, la fatica alle gambe nel mezzo della notte. Quando questi momenti arriveranno davvero, il tuo sistema nervoso li riconoscerà come già vissuti. Non elimineranno il disagio, ma ridurranno la risposta di panico.

Sul fronte dell'equipaggiamento, la differenza rispetto a una maratona su strada è sostanziale. La Hardrock impone un elenco di gear obbligatorio che include giacca impermeabile, strati termici, coperta d'emergenza, kit di pronto soccorso e torcia con batterie di riserva. Non si tratta di burocrazia: in quota, le condizioni meteorologiche cambiano in minuti. Avere il kit sbagliato può trasformare un momento difficile in un'emergenza reale.

Considera questi elementi chiave per la selezione dell'attrezzatura:

  • Sistema a strati: base layer tecnico in merino o sintetico, mid layer isolante leggero, outer shell impermeabile e traspirante
  • Bastoncini da trekking: riducono il carico sulle ginocchia in discesa e aumentano la propulsione in salita. Su un percorso come la Hardrock sono quasi indispensabili
  • Scarpe da trail con grip aggressivo: il terreno misto di roccia, scree e fango richiede una suola specifica. Le scarpe da road o da trail leggero non sono adeguate
  • Vest idratazione con capienza minima 1,5-2 litri: tra un punto di rifornimento e l'altro possono esserci ore di percorso
  • Lampada frontale con autonomia estesa: considera modelli con almeno 8-10 ore di durata e porta sempre pile di ricambio

Inizia a usare tutto il tuo gear in allenamento mesi prima della gara. Le vesciche da cintura, le irritazioni da cuciture e i problemi di regolazione dei bastoncini si scoprono meglio durante un'uscita di 6 ore che al chilometro 60 di una gara.