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Puma RB Nitro Elite 2: primo sguardo

La Puma RB Nitro Elite 2 è stata appena svelata: nuova mescola Nitro Elite, piastra in carbonio ridisegnata e fit aggiornato per i runner da maratona.

Puma RB Nitro Elite 2: cosa cambia davvero rispetto al primo modello

Puma ha appena svelato la RB Nitro Elite 2, la nuova scarpa da competizione che punta dritto al cuore del mercato delle super-shoe con piastra in carbonio. Dopo il debutto della prima generazione, il brand tedesco ha lavorato su ogni componente della stack per rispondere alle critiche dei runner d'élite e affinare una scarpa già competitiva. Il risultato è un aggiornamento che non si limita a ritoccare l'estetica, ma interviene in profondità su mescola, geometria della piastra e calzata.

La sigla RB non è casuale: richiama la partnership con atleti d'élite e il posizionamento del modello nella fascia più alta della linea racing di Puma. Con la RB Nitro Elite 2, il brand vuole occupare un posto stabile tra le scarpe da maratona più competitive del panorama attuale, in un segmento dominato da nomi come Nike Alphafly e Adidas Adizero Adios Pro.

Quello che rende interessante questo lancio non è solo il prodotto in sé, ma la direzione che Puma ha scelto: meno compromessi, più specificità per il corridore che corre sul serio. Ecco cosa sappiamo finora, basandoci sui dettagli tecnici rilasciati oggi.

Stack e mescola: la schiuma che fa la differenza

Il cuore della RB Nitro Elite 2 è una nuova versione della schiuma Nitro Elite, che Puma descrive come riformulata per aumentare sia la restituzione di energia sia la stabilità laterale. Rispetto alla prima generazione, la mescola risulta più leggera di circa il 6% a parità di volume, un dato che sulla bilancia si traduce in pochi grammi, ma sul lungo corso fa sentire il suo effetto cumulativo.

La geometria dello stack è cambiata in modo significativo. L'altezza totale è rimasta simile, ma la distribuzione del volume è stata ridisegnata: più materiale sul tallone per l'assorbimento dell'impatto nelle fasi iniziali della gara, con una transizione verso l'avampiede che Puma descrive come più progressiva. Il risultato dichiarato è una curva di propulsione più lineare, particolarmente utile nei tratti di gara compresi tra i chilometri 30 e 42 di una maratona, quando la fatica muscolare tende a compromettere la meccanica di corsa.

Un dettaglio da non sottovalutare riguarda la durabilità della mescola. Uno dei punti deboli della prima RB Nitro Elite era il degrado della schiuma dopo le prime uscite intensive. Puma afferma di aver lavorato sulla resistenza alla compressione ripetuta, mantenendo le proprietà di ritorno energetico per un numero maggiore di chilometri. Queste dichiarazioni andranno ovviamente verificate sul campo, ma il segnale è quello giusto.

La piastra in carbonio: geometria riprogettata per più spinta

La piastra in fibra di carbonio della RB Nitro Elite 2 è stata ridisegnata da zero. Puma ha modificato sia la curvatura longitudinale sia il posizionamento verticale all'interno della stack, portandola leggermente più in alto rispetto alla versione precedente. Questo cambio geometrico ha un effetto diretto sul momento di leva durante il push-off: la piastra entra in azione prima, con meno flessione necessaria da parte dell'avampiede.

La curvatura della piastra, il cosiddetto rocker angle, è stata incrementata. Questo significa che la transizione dal contatto iniziale al distacco del piede avviene con maggiore fluidità, riducendo il tempo di contatto col suolo. Per un maratoneta che corre a ritmi compresi tra 3:30 e 4:00 al chilometro, questa modifica può tradursi in un risparmio energetico percepibile nel corso di una gara completa.

La forma della piastra è ora più larga nella zona del metatarso, un intervento che migliora la distribuzione del carico trasversale e riduce il rischio di quella sensazione di instabilità che alcuni runner avevano segnalato con la prima generazione. Non si tratta di una piastra pensata per chi cerca sensazione di controllo totale, ma per chi vuole una risposta atletica e reattiva senza rinunciare a una certa sicurezza direzionale nei tratti veloci.

Fit, tomaia e per chi è pensata questa scarpa

La tomaia della RB Nitro Elite 2 utilizza un tessuto engineered mesh di nuova generazione, più sottile e traspirante rispetto alla versione precedente. Il risultato è una calzata che trattiene meno calore durante le gare estive e offre una sensazione di leggerezza immediata al primo indossaggio. Il collarino del tallone è stato rinforzato per migliorare la retention senza aggiungere peso.

La vestibilità è rimasta fedele alla filosofia Puma: un fit snug nell'area del tallone e del mesopiede, con un poco più di spazio nella zona delle dita per permettere la naturale espansione del piede durante la corsa prolungata. Chi ha trovato la prima RB Nitro Elite leggermente stretta sulle dita troverà questa seconda versione più accogliente, senza però che la scarpa perda il suo carattere avvolgente.

Il peso dichiarato si attesta intorno ai 195-200 grammi nella taglia 42 EU, un valore competitivo ma non il più basso della categoria. La RB Nitro Elite 2 è pensata per corridori che corrono maratone e mezze maratone a ritmi sostenuti, con un target ideale tra i 2:30 e i 3:30 sulla distanza dei 42 km. Non è una scarpa per chi cerca massima protezione nelle uscite lunghe di allenamento, ma è progettata specificamente per dare il massimo nelle gare ufficiali.

  • Distanza ideale: maratona e mezza maratona
  • Ritmo target: da 3:30/km a 4:30/km
  • Peso indicativo: circa 195-200 g (tg. 42 EU)
  • Prezzo di lancio stimato: intorno ai 250-280 €
  • Profilo corridore: runner agonistico o amatore evoluto con tecnica di corsa efficiente

La RB Nitro Elite 2 non è per tutti, e questo è esattamente il suo punto di forza. Puma ha costruito una scarpa verticale, pensata per chi ha già trovato la propria meccanica di corsa e vuole uno strumento che la amplifichi. Se sei un runner che si allena con continuità e cerca una scarpa da gara seria, vale la pena tenerla nel mirino prima della stagione primaverile delle maratone.