Running

Come mangiare durante un maratona: guida pratica

Guida pratica alla nutrizione in maratona: cosa mangiare prima, durante e dopo la gara per evitare il muro e recuperare più velocemente.

A runner receives an energy gel from a race volunteer during a dawn marathon exchange.

Carica di carboidrati: cosa fare nelle 48 ore prima della gara

Nelle 48 ore che precedono la maratona, il tuo obiettivo principale è saturare le riserve di glicogeno muscolare. Questo processo, noto come carbohydrate loading, ti permette di arrivare alla partenza con il serbatoio pieno e di ritardare significativamente il momento in cui il corpo esaurisce il carburante disponibile, il famigerato "muro".

In pratica, significa portare l'apporto di carboidrati a circa 8-12 grammi per chilo di peso corporeo al giorno per due giorni consecutivi. Se pesi 70 kg, stai parlando di 560-840 g di carboidrati nelle 24 ore. Numeri che sembrano enormi, ma che si raggiungono abbastanza facilmente distribuendo i pasti in modo intelligente: pasta, riso, patate, pane, banane e succhi di frutta sono tutti alleati validi.

Un errore comune è aspettare la sera prima per abbuffarsi di pasta. Quella cena abbondante ha più un valore rituale che fisiologico. La vera carica avviene nel corso di due giorni, non in una singola seduta a tavola. Riduci anche l'allenamento in questa fase: meno muscoli lavori, più glicogeno rimane immagazzinato.

La mattina della gara punta su un pasto leggero e digeribile circa 2-3 ore prima del via. Una porzione di avena con miele, del pane bianco con marmellata o del riso in bianco sono scelte collaudate. Evita fibre eccessive, grassi pesanti e qualsiasi alimento che non hai già testato in allenamento. L'intestino in gara è imprevedibile quanto le gambe.

Durante la maratona: quanti carboidrati servono davvero

La ricerca sportiva è chiara su questo punto: la maggior parte dei runner amatoriali sottostima drasticamente il fabbisogno energetico durante una maratona. Gli studi indicano che il range ottimale è di 60-90 grammi di carboidrati per ora, eppure la maggior parte dei partecipanti non supera i 30-40 g. Questo gap si traduce quasi sempre in un calo marcato di ritmo negli ultimi dieci chilometri.

Per raggiungere 60-90 g all'ora devi strutturare un piano preciso prima della partenza. Un gel energetico standard contiene circa 20-25 g di carboidrati, il che significa che ne serviranno almeno due o tre ogni ora. Se preferisci le gomme masticabili o i datteri, il calcolo cambia ma il principio rimane lo stesso: devi sapere quanti grammi stai assumendo, non solo quante confezioni stai aprendo.

Un dettaglio che fa la differenza riguarda la combinazione di zuccheri. I prodotti che uniscono glucosio e fruttosio in rapporto 2:1 permettono al corpo di assorbire una quantità maggiore di carboidrati rispetto a quelli basati su una sola fonte. Questo spiega perché molti gel premium costino di più: non è solo marketing. Se vuoi spingere verso i 90 g all'ora, quella combinazione diventa quasi obbligatoria.

L'idratazione va pianificata insieme all'alimentazione, non separatamente. I gel vanno sempre assunti con acqua, mai con bevande isotoniche, per evitare di sovraccaricare lo stomaco di zuccheri in un colpo solo. Alle stazioni di rifornimento, prendi sia acqua che integratori salini se il caldo è sostenuto: il sodio aiuta a trattenere i liquidi e a prevenire i crampi nelle fasi finali.

Il timing dei gel: il principale errore che rallenta i runner

Aspettare di sentire fame o stanchezza prima di assumere il primo gel è uno degli sbagli più costosi che puoi fare in maratona. Quando percepisci quella sensazione, il tuo livello di glicogeno è già sceso in modo significativo. Recuperare da quella caduta energetica durante la gara è quasi impossibile: puoi tamponare, ma non tornare al punto di partenza.

La regola pratica è semplice: inizia ad assumere carboidrati entro i primi 20-30 minuti di gara, anche se ti senti benissimo. Il corpo impiega circa 20-30 minuti per metabolizzare e rendere disponibile l'energia proveniente dai gel. Se aspetti di averne bisogno, stai già accumulando un ritardo fisiologico che si manifesterà al chilometro 30 o 35.

Imposta un timer sullo sportwatch ogni 20-25 minuti per ricordarti di assumere qualcosa. Togliti la pressione di dover decidere in corsa, letteralmente. Avere un piano scritto sul polso o memorizzato prima della partenza elimina una variabile mentale in un momento in cui la testa è già sotto sforzo.

Testa tutto in allenamento, preferibilmente durante le uscite lunghe di preparazione. Lo stomaco in gara lavora in condizioni di stress ridotto del flusso sanguigno intestinale, e alcuni prodotti che digesti senza problemi a riposo possono causare fastidi seri a ritmo gara. Non provare nulla di nuovo il giorno della maratona, nemmeno un nuovo gusto di gel che non hai mai usato prima. La coerenza con ciò che hai sperimentato nelle settimane precedenti è la scelta più sicura.

Dopo il traguardo: la finestra dei 30 minuti che non devi sprecare

Tagliare il traguardo è un momento di pura emozione, ma il tuo corpo sta già inviando segnali precisi su ciò di cui ha bisogno. Nei 30 minuti successivi alla fine della gara, la sensibilità all'insulina è ai massimi livelli e i muscoli sono pronti ad assorbire nutrienti a una velocità molto superiore al normale. Ignorare questa finestra significa allungare i tempi di recupero in modo significativo.

Punta a combinare carboidrati e proteine in rapporto 3:1 o 4:1. Una bevanda di recupero, uno yogurt greco con miele, o del latte al cioccolato rappresentano opzioni pratiche e facilmente reperibili nell'area post-gara. Il latte al cioccolato in particolare è stato validato da diversi studi come una delle opzioni più efficaci per il recupero immediato, grazie alla combinazione naturale di zuccheri rapidi, proteine del siero e sodio.

Oltre ai carboidrati, le proteine servono ad avviare la sintesi proteica muscolare e a limitare il danno alle fibre danneggiate dal lungo sforzo. Cerca di assumere almeno 20-25 g di proteine in questa fase. Non è il momento di essere parsimoniosi: il tuo corpo ha appena completato uno sforzo di 42 chilometri e la riparazione inizia adesso.

Nelle ore successive continua a reidratare e reintegrare i pasti normalmente. Non è necessario mangiare in modo esagerato per tutto il giorno, ma saltare i pasti principali nelle prime 24 ore post-maratona ostacola il recupero. Dai priorità a:

  • Carboidrati complessi come riso, pasta integrale e patate dolci per ricostruire le riserve di glicogeno
  • Proteine magre come pollo, pesce, uova o legumi per supportare la riparazione muscolare
  • Alimenti ricchi di antiossidanti come frutti di bosco, verdure a foglia verde e curcuma per ridurre l'infiammazione
  • Liquidi in abbondanza, incluse bevande con sodio, per ripristinare l'equilibrio idrico

Il dolore muscolare nei giorni successivi è inevitabile, ma una nutrizione accurata nelle prime ore dopo la gara può fare la differenza tra tornare a correre dopo una settimana o dopo tre. Non lasciare che tutta la preparazione venga vanificata da trenta minuti di disattenzione nutrizionale. Capire perché alcuni runner gestiscono meglio il muro può aiutarti a costruire una strategia energetica ancora più solida per la prossima gara.