Capisci dove sei prima di iscriverti
Il calendario delle gare autunnali è già pieno di appuntamenti da non perdere, e la pressione di chiusura delle iscrizioni spinge spesso a scegliere in fretta. Prima di cliccare "registrati", però, devi fare una cosa sola: guardare con onestà il tuo chilometraggio degli ultimi tre mesi.
Il parametro più affidabile per valutare la tua base è la settimana media di corsa negli ultimi 8-10 settimane. Se corri stabilmente tra i 50 e i 70 km a settimana, con un lungo che supera i 25 km, sei in una posizione solida per puntare a una 50K autunnale. Sotto quel volume, meglio considerare una trail di 30 km come preparazione intermedia, oppure spostare l'obiettivo alla primavera.
Considera anche la qualità delle uscite, non solo il numero di chilometri. Hai fatto uscite con dislivello positivo nell'ultimo mese? Hai corso su sterrato o ti sei allenato quasi esclusivamente su asfalto? La specificità del terreno conta quanto il volume quando si parla di ultra su montagna. Sii onesto con te stesso: un allenamento generico non prepara un percorso tecnico. Per chi vuole strutturare meglio questo lavoro, una guida pratica all'allenamento in quota può fare la differenza tra arrivare pronti o non arrivare affatto.
Cosa confrontare quando scegli tra più gare
Una volta chiarita la tua distanza target, il mercato delle gare autunnali ti offre decine di opzioni. La tentazione è scegliere quella con il nome più famoso o il percorso più fotogenico sui social. Ma ci sono quattro variabili concrete che devi analizzare prima di qualsiasi altra cosa.
Il primo fattore è il dislivello positivo totale. Due 50K possono avere profili completamente diversi: una con 1.200 metri D+ è gestibile anche per chi si allena in pianura con qualche sessione in salita, un'altra con 3.500 metri D+ richiede mesi di lavoro specifico in quota. Controlla sempre il profilo altimetrico scaricabile dal sito della gara, non fidarti solo del numero scritto nella descrizione.
Il secondo fattore sono i tempi limite. Le cutoff intermedie sono spesso più selettive della cutoff finale, e se non le rispetti vieni ritirato dal percorso anche se teoricamente potresti arrivare. Calcola il tuo passo medio su terreno simile, includi le soste ai ristori, e verifica se hai margine reale. Un terzo elemento da valutare è la dimensione del campo gara: le gare con meno di 200 partecipanti offrono spesso più atmosfera e supporto personalizzato agli atleti di medio livello, mentre le grandi manifestazioni hanno logistica più complessa ma più competizione positiva e punti ITRA o UTMB Index più alti. Infine, controlla il supporto sul percorso: numero di ristori, presenza di punti medici, possibilità di avere un accompagnatore (pacemaker) nelle fasi finali. Questi dettagli fanno la differenza nelle gare oltre le 10 ore.
La finestra di preparazione per ogni distanza
Avere le settimane giuste di build-up è la variabile che più incide sul risultato finale, e sulla tua esperienza complessiva di gara. Non si tratta solo di arrivare al traguardo. Si tratta di arrivarci integro, con margine, senza compromettere la stagione successiva.
Ecco una guida pratica per sapere di quante settimane hai bisogno partendo da una base solida (almeno 40-50 km a settimana di media):
- 50K (fino a 2.000 m D+): 8-10 settimane di build progressivo sono sufficienti se la tua base è solida. Il lungo massimo da raggiungere è intorno ai 32-35 km, almeno due volte nelle ultime quattro settimane prima del taper.
- 50 miglia (circa 80 km): Servono almeno 14-16 settimane di lavoro dedicato. Il volume settimanale di punta dovrebbe avvicinarsi agli 80-90 km, con un lungo che tocca i 50-55 km almeno una volta in forma di gara o uscita strutturata.
- 100K: Il salto da 50 miglia a 100K non è solo di distanza ma di gestione energetica. Prevedi 16-18 settimane, con due o tre weekend back-to-back (uscita lunga sabato, uscita media domenica) per abituare il corpo alla fatica cumulativa.
- 100 miglia (circa 160 km): Questa è la distanza che richiede il rispetto maggiore. Il minimo ragionevole è 20-24 settimane di preparazione specifica da una base già di trail runner esperto. Il volume settimanale di punta può superare i 110-120 km, con almeno due gare preparatorie (50K o 50 miglia) nei mesi precedenti.
Una regola pratica valida per tutte le distanze: il taper deve durare almeno due settimane per le 50K, tre settimane per le distanze oltre le 50 miglia. Ridurre il volume nelle ultime settimane non ti fa perdere forma. Ti permette di arrivare riposato, con le scorte di glicogeno piene e i muscoli pronti a performare.
Iscriviti adesso o aspetta la primavera
Con il weekend del 6 settembre già affollato di partenze in tutta Europa, le liste di attesa si riempiono velocemente. Se la tua finestra di preparazione è compatibile con la data di gara che hai in mente, non rimandare l'iscrizione. Le quote aumentano con l'avvicinarsi della data limite, e alcune gare con quota di iscrizione tra i 60€ e i 180€ esauriscono i posti in pochi giorni dall'apertura del secondo turno.
Se invece, facendo i conti onestamente, ti accorgi che hai meno di 8 settimane alla gara e stai partendo da una base bassa, considera di usare questo autunno come blocco di costruzione e puntare a un evento di marzo o aprile 2027. Non è un ripiego: è la scelta intelligente. I runner che si iscrivono a gare per cui non sono pronti finiscono spesso per infortunarsi o per avere un'esperienza negativa che li scoraggia dall'ultra running per mesi.
Usa questi ultimi mesi del 2026 per costruire la tua base di dislivello, fare una gara corta come test e arrivare alla prossima stagione con un obiettivo chiaro e un piano strutturato. Il calendario delle ultra non smette mai di offrire opportunità. La tua preparazione, invece, ha bisogno di tempo reale.