Running

Ultra trail del weekend: il meglio di maggio 2026

Un fine settimana ricchissimo di gare ultra trail tra Europa e Nord America: ecco le storie da seguire e una lezione pratica per ogni runner.

Trail runner mid-stride cresting a mountain ridge at dawn, surrounded by pine forest and golden mist.

Il fine settimana ultra più affollato dell'anno

Maggio 2026 si conferma il mese più caotico e stimolante dell'intero calendario ultra. Questo weekend, da venerdì a domenica, decine di gare si sovrappongono su tre continenti, ma sono soprattutto le prove nordamericane ed europee a tenere banco tra gli appassionati del settore.

In Nord America, gli occhi sono puntati sulla Tahoe Rim Trail 100, che quest'anno registra un campo partenti da record con oltre 400 atleti al via. Contemporaneamente, in Europa, la Lavaredo Ultra Trail nelle Dolomiti italiane accoglie runners da 60 paesi diversi, con un percorso di 120 chilometri e quasi 6.000 metri di dislivello positivo che non lascia spazio a errori di valutazione.

Non è solo una questione di numeri. Il fatto che due eventi di questo calibro si svolgano nello stesso weekend racconta qualcosa di preciso sullo stato della disciplina: l'ultratrail non è più una nicchia per irriducibili. È diventato un fenomeno globale in continua espansione con un pubblico sempre più largo, sponsor importanti e una copertura mediatica che fino a cinque anni fa era impensabile per la corsa in montagna.

Gli atleti da seguire e le storie che contano

Alla Lavaredo, il nome più atteso è quello di Kilian Jornet, che dopo una stagione 2025 condizionata da un infortunio alla caviglia torna su un palco che conosce bene. Non è solo la sua presenza a fare notizia. È la forma con cui si è presentato ai nastri di partenza: allenamenti condivisi sui social che mostrano un atleta diverso, più riflessivo nella gestione degli sforzi, meno incline alle fughe solitarie dei primi chilometri.

Sul versante femminile, la gara più interessante si gioca probabilmente alla Bigfoot 200, nello stato di Washington, dove la francese Camille Bruyas affronta per la prima volta una distanza superiore alle 300 chilometri. Bruyas ha dominato le 100 miglia negli ultimi due anni con una costanza impressionante, ma il salto verso le gare multi-giorno è un'altra storia. La variabile sonno, la gestione dell'alimentazione su quasi tre giorni di corsa e la capacità di ragionare lucidamente dopo 40 ore senza riposo sono elementi che separano le due discipline in modo netto.

Da non perdere anche la battaglia a distanza tra Tom Evans e Mathieu Blanchard alla Tahoe Rim Trail. Entrambi hanno dichiarato di voler andare forte fin dai primi passi, una strategia che su 160 chilometri e oltre 7.000 metri di dislivello suona come una sfida aperta alla montagna. Il pubblico ultra ama esattamente questo tipo di scommesse.

Perché il calendario è esploso e cosa significa per te

Negli ultimi tre anni il numero di gare ultra omologate a livello internazionale è cresciuto del 38%, secondo i dati pubblicati dall'ITRA (International Trail Running Association) a inizio 2026. Non si tratta solo di nuovi eventi nati dal nulla. Molte maratone tradizionali hanno aggiunto distanze trail nel loro programma, e diverse gare su strada hanno semplicemente spostato il percorso fuori dall'asfalto per rispondere a una domanda che non accenna a calare.

Per chi si avvicina al mondo ultra, questa abbondanza di offerta è una notizia eccellente. Trovare una gara adatta al proprio livello, vicino a casa o in una destinazione che si vuole visitare, è oggi molto più semplice rispetto anche solo a cinque anni fa. Le quote di iscrizione variano in modo significativo. Si parte da circa 80-120 € per eventi locali ben organizzati e si arriva facilmente a 300-500 € per le gare di punta con servizi premium, punti di ristoro abbondanti e cronometraggi professionali.

Il lato meno raccontato di questa crescita è la pressione che mette sulle organizzazioni. Più partecipanti significano più logistica, più impatto ambientale, più responsabilità verso i territori attraversati. Alcune delle gare più rispettate del circuito europeo hanno già introdotto limiti di iscrizione rigidi e protocolli di sostenibilità dettagliati, inclusi sistemi di raccolta dei rifiuti in gara e partnership con associazioni di tutela ambientale locale. Un segnale positivo, ma ancora non abbastanza diffuso — e sullo sfondo rimane aperto il dibattito sulla sicurezza nell'ultra running che la comunità non può più ignorare.

La lezione pratica degli elite: cosa puoi portare nel tuo prossimo allenamento

Guardare una gara come la Lavaredo o la Tahoe non deve essere solo intrattenimento passivo. Gli atleti d'élite, anche quando corrono su livelli irraggiungibili per la maggior parte di noi, mostrano comportamenti e scelte che sono assolutamente trasferibili alla corsa amatoriale.

Il primo elemento da osservare è la gestione del ritmo nei tratti in salita. I migliori runner ultra non corrono le salite ripide. Le camminano, con passo potente e cadenza alta, conservando energia per i tratti pianeggianti e le discese. Questo approccio, che ai non addetti ai lavori può sembrare pigrizia, è in realtà una delle scelte tattiche più intelligenti che puoi fare in una gara lunga. Se cammini le salite oltre il 15-20% di pendenza e mantieni un'andatura sostenuta altrove, arrivi al traguardo con molte più risorse residue.

Il secondo aspetto riguarda la nutrizione in corsa. Gli atleti professionisti che gareggeranno questo weekend seguono piani nutrizionali costruiti nei mesi precedenti, testati in allenamento e affinati gara dopo gara. Il concetto chiave non è complicato: iniziare a mangiare prima di avere fame e bere prima di avere sete. Su distanze superiori ai 50 chilometri, aspettare i segnali del corpo significa arrivare sempre in ritardo. Una regola pratica che puoi applicare già al prossimo lungo: un piccolo snack ogni 40-45 minuti di corsa, indipendentemente da come ti senti in quel momento. Seguire questi accorgimenti è anche il modo più efficace per ridurre il rischio di infortuni nelle uscite lunghe di trail.

  • Cammina le salite ripide senza sentirti in colpa. È una strategia, non una resa.
  • Mangia e bevi in anticipo rispetto ai segnali del corpo, specialmente oltre i 50 km.
  • Studia il profilo altimetrico prima della gara e pianifica dove spingere e dove recuperare.
  • Non cambiare niente nell'ultimo giorno: scarpe, gel, abbigliamento. Solo ciò che hai già testato.

Seguire il weekend ultra non richiede di essere iscritto a una gara o di avere un fisico da atleta professionista. Richiede solo curiosità e la voglia di imparare da chi ha già percorso quella strada. Letteralmente.