Stewart e Ostaszewski dominano la Wasatch Front 100 Mile
Il weekend del 13 e 14 settembre 2026 ha regalato agli appassionati di ultramaratona uno degli appuntamenti più attesi dell'anno. Sulla storica Wasatch Front 100 Mile, nelle montagne dello Utah, Kevin Stewart e Sarah Ostaszewski hanno tagliato il traguardo al primo posto nelle rispettive categorie, scrivendo i loro nomi in una gara che da decenni rappresenta un punto di riferimento nel panorama ultra mondiale.
Stewart ha percorso i 100 miglia con una gestione del ritmo quasi impeccabile, controllando le fasi centrali della gara sulle salite più impegnative del tracciato prima di spingere nel finale. Il suo tempo finale lo colloca tra le prestazioni più solide degli ultimi anni sulla Wasatch, confermando una forma brillante che lo rende uno dei nomi da seguire nella seconda parte della stagione. Ostaszewski, dal canto suo, ha condotto una gara intelligente, lasciando andare le avversarie nei tratti veloci per poi recuperare progressivamente nelle sezioni tecniche.
La vittoria di Ostaszewski è particolarmente significativa se si considera il campo di partenza, che includeva atlete con esperienza pluriennale su questo percorso. La sua capacità di mantenere la concentrazione nelle ore notturne, dove molte gare si decidono o si perdono, ha fatto la differenza. Un risultato che difficilmente passerà inosservato ai selezionatori e agli sponsor attivi nel settore ultra.
The Rut Mountain Runs: un weekend doppiamente impegnativo per gli ultra runner
Nello stesso fine settimana si è svolta anche The Rut Mountain Runs, competizione di alto livello ambientata tra i panorami spettacolari del Big Sky Resort in Montana. Avere due eventi di questa caratura nello stesso calendario ha creato inevitabilmente delle divisioni tra gli atleti di punta, con alcuni nomi che hanno dovuto scegliere tra un percorso e l'altro già mesi prima della data di gara.
The Rut è una manifestazione che mette alla prova non solo la resistenza, ma anche la tecnicità degli atleti, con dislivelli importanti e terreni che cambiano carattere molto rapidamente. Chi ha gareggiato a Big Sky in questo weekend ha trovato condizioni meteorologiche variabili, con temperature che hanno reso ancora più sfidante la gestione dello sforzo nelle ore centrali della giornata. Le prestazioni registrate alimenteranno il dibattito su quale dei due eventi offra uno scenario più competitivo per il ranking ultra di fine stagione.
Per gli appassionati che seguono il circuito, avere due gare del calibro della Wasatch e di The Rut nello stesso weekend è insieme una festa e un problema. Una festa perché i contenuti e le storie da raccontare non mancano mai. Un problema perché diventa difficile tenere il filo di tutto senza perdere passaggi importanti. Il consiglio, se stai costruendo il tuo calendario per il 2027, è di segnare entrambe le date in anticipo e decidere con chiarezza dove vuoi puntare.
Debuttano la 58k e la 28k: il formato ultra si allarga
Una delle novità più interessanti di questo weekend è stata la presenza di due gare al loro debutto assoluto: una 58 chilometri e una 28 chilometri, entrambe collegate all'ecosistema di eventi che ruota attorno alla Wasatch. Si tratta di un segnale chiaro di come l'ultramaratona stia cercando di espandersi verso un pubblico più ampio, abbassando la soglia di ingresso senza rinunciare all'identità tecnica e culturale che la distingue dal trail running più commerciale.
La 58k ha registrato un'adesione superiore alle aspettative degli organizzatori, con un numero di iscritti che ha richiesto una gestione logistica più complessa del previsto. Questo formato intermedio attira chi ha già esperienza su distanze trail classiche come la 42k o la 50k, ma non si sente ancora pronto per il salto verso le 100 miglia. Una finestra di ingresso che molte organizzazioni hanno già identificato come strategica per la crescita del movimento.
La 28k, invece, ha attirato un mix interessante di corridori: atleti giovani al loro primo approccio con le distanze ultra, ma anche veterani delle 100 miglia che cercavano un modo per restare vicini all'ambiente senza impegnarsi in una gara lunga. Entrambe le gare hanno funzionato bene sul piano tecnico, lasciando presagire un ritorno confermato nel calendario 2027. Per chi vuole avvicinarsi al mondo ultra con una gara strutturata ma accessibile, questi nuovi format sono probabilmente il punto di partenza più sensato.
Tempi, performance chiave e impatto sul ranking ultra di fine stagione
Dal punto di vista dei numeri, il weekend ha prodotto risultati che meritano attenzione. Kevin Stewart ha completato la Wasatch Front 100 con un tempo che lo posiziona stabilmente nella zona alta del ranking ultra nordamericano, dove la concorrenza si fa sempre più serrata man mano che ci si avvicina alla fine della stagione. Sarah Ostaszewski ha fatto registrare uno dei migliori tempi femminili degli ultimi anni sul percorso, un dato che parla da solo sulla qualità della sua prestazione.
Tra le altre performance da segnalare:
- Diversi atleti nella top 10 maschile hanno fatto registrare personal best sul percorso, indicando un livello complessivo del campo più alto rispetto alle edizioni precedenti.
- La categoria femminile ha visto un podio compatto, con meno di due ore di distacco tra la prima e la terza classificata, un segnale di competitività crescente.
- I debuttanti della 58k hanno portato a casa tempi di tutto rispetto, con il vincitore assoluto che ha chiuso in un tempo compatibile con le aspettative per un percorso di primo anno.
- The Rut Mountain Runs ha anch'essa prodotto prestazioni rilevanti per il ranking, con nomi che si aggiungono alla conversazione sul miglior atleta ultra della stagione 2026.
Sul piano del ranking, questo weekend complica le classifiche in modo costruttivo. Diversi atleti hanno ora punti da due eventi diversi, e chi ha scelto la Wasatch potrebbe trovarsi in una posizione di vantaggio o svantaggio rispetto a chi ha corso a Big Sky, a seconda di come i sistemi di calcolo ponderano la difficoltà dei tracciati. Le prossime settimane diranno molto su chi chiuderà la stagione 2026 in cima alle classifiche.
Se stai pianificando la tua stagione 2027, guarda questi risultati con attenzione. I nomi che hanno performato bene in questo weekend hanno dimostrato di saper gestire le grandi gare di settembre, un periodo in cui le gambe hanno già accumulato molto lavoro ma la testa deve restare lucida fino alla fine. Sono i corridori da tenere d'occhio nelle prossime edizioni, così come lo erano stati gli atleti che puntano alla longevità emersi durante l'estate.