Running

Western States 100 2026: Walmsley torna, anteprima del campo élite

Jim Walmsley torna alla Western States 100 del 28 giugno 2026 per difendere il record di 14:09. Courtney Dauwalter guida un campo femminile storico.

Elite trail runner in motion on a rocky alpine ridge, backlit by golden hour light with dust rising from their shoes.

Western States 100: la gara più leggendaria dell'ultrarunning mondiale

Il 28 giugno 2026 torna uno degli appuntamenti più attesi nel calendario del trail running internazionale. La Western States 100 Endurance Run si snoda per 100 miglia (circa 161 km) tra i boschi e le creste della Sierra Nevada californiana, partendo da Squaw Valley e arrivando ad Auburn, con un dislivello positivo complessivo di oltre 18.000 piedi (circa 5.500 metri).

Nata nel 1974 come scommessa tra due appassionati di corsa a cavallo, la Western States è diventata nel tempo la corsa di riferimento per chiunque voglia misurare il proprio limite nell'ultraendurance. Il percorso mette alla prova ogni aspetto della preparazione atletica: dai nevai iniziali ai canyon roventi di metà gara, fino alle ultime miglia notturne lungo il fiume American.

Partecipare è già di per sé un traguardo. L'accesso per i runner amatoriali avviene tramite un sistema a lotteria, con le iscrizioni per l'edizione di giugno 2026 che si sono chiuse a dicembre 2025. I pettorali disponibili sono limitati, la domanda è altissima, e molti atleti accumulano anni di ticket prima di riuscire a ottenere un posto alla partenza.

Jim Walmsley: il re torna a difendere il suo regno

Se c'è un nome che incarna la Western States più di ogni altro, è quello di Jim Walmsley. Tre vittorie in bacheca. 2018, 2019, 2023. Un record del percorso che parla da solo: 14 ore, 9 minuti e 28 secondi. Walmsley ha trasformato questa gara nel suo palcoscenico personale, ridefinendo ogni volta i limiti di ciò che è possibile fare su questo tracciato.

Il suo stile di corsa è inconfondibile: partenze fulminee, gestione dell'energia ai limiti del razionale, una capacità di lettura del terreno che sembra quasi istintiva. Non è sempre filato tutto liscio, però. La Western States ricorda bene anche le sue sconfitte più dolorose, come il clamoroso errore di percorso del 2016, quando era lanciato verso un record che sembrava già scritto. Quella caduta lo ha reso ancora più umano e, paradossalmente, ancora più amato.

Nel 2026 Walmsley si presenta come il principale favorito, ma con una concorrenza che non ha precedenti. La profondità del campo maschile alla Western States è tale da rendere ogni proiezione cronometrica un esercizio ad alto rischio. Diversi atleti con tempi sotto le 24 ore su distanze equivalenti si sono iscritti, e la battaglia per il podio si preannuncia aperta fino agli ultimi chilometri.

Courtney Dauwalter e il campo femminile: dominanza e profondità

Courtney Dauwalter è semplicemente la miglior ultrarunner del mondo in questo momento. Il suo record femminile alla Western States, stabilito nel 2023, è fermo a 15 ore, 29 minuti e 34 secondi, un tempo che ha riscritto le aspettative dell'intera disciplina. Dauwalter non vince soltanto: domina. Spesso taglia il traguardo con margini che nel trail running sembrano quasi impossibili.

Quello che rende Dauwalter straordinaria non è solo la velocità, ma la capacità di mantenere la concentrazione e la lucidità nelle fasi più dure della gara. Quando le condizioni diventano difficili, quando il caldo dei canyon di metà corsa mette in ginocchio il resto del campo, lei sembra trovare una marcia aggiuntiva. Poche settimane fa lo ha già dimostrato: la rimonta alla Chianti Ultra Trail ha confermato che la sua capacità di accelerare nei momenti decisivi è semplicemente fuori categoria. Il 2026 la vedrà partire con il numero che vale quanto un bersaglio sulla schiena.

Il campo femminile 2026 è però tra i più profondi della storia della gara. Accanto a Dauwalter figurano atlete con curriculum da brividi nel trail internazionale, molte delle quali hanno già dimostrato di poter reggere ritmi da podio su tracciati comparabili per difficoltà e lunghezza. Il livello delle qualificate rappresenta un salto netto rispetto alle edizioni precedenti, con più runner che mai capaci di completare la distanza sotto le 24 ore.

Campo élite 2026: perché questa edizione è diversa dalle altre

L'edizione 2026 viene descritta dagli addetti ai lavori come una delle più competitive mai viste alla partenza di una 100 miglia. Non si tratta solo di uno o due nomi di riferimento: l'intera struttura del campo élite, sia maschile sia femminile, presenta una densità di talento che poche altre gare al mondo potrebbero vantare.

Il numero di atleti con qualifiche sub-24 ore iscritti a questa edizione è storicamente elevato. Questo dato non è solo una curiosità statistica: significa che la gara sarà competitiva non solo per i primissimi posti, ma lungo tutto il podio e nelle posizioni immediatamente successive. Significa finish line più veloci, ritmi più sostenuti nei tratti pianeggianti, e una gestione tattica della gara che potrebbe rivelarsi decisiva quanto la preparazione fisica.

Vale la pena ricordare cosa rende la Western States così selettiva anche per gli atleti più forti. Il percorso non perdona errori di valutazione nelle fasi iniziali, quando i nevai della Sierra richiedono un cambio di passo e di attrezzatura rispetto al resto della corsa. Le temperature nei canyon centrali possono superare i 38 gradi Celsius, un fattore che può compromettere anche le prestazioni dei runner più preparati. E poi ci sono le ultime 30 miglia lungo il fiume American, con le gambe già provate da ore di sforzo continuo. Chi arriva ad Auburn dopo aver dato tutto ha guadagnato qualcosa che va ben oltre una medaglia.

  • Data: 28 giugno 2026
  • Percorso: Squaw Valley ad Auburn, California
  • Distanza: 100 miglia (circa 161 km)
  • Dislivello positivo: 18.000 piedi (circa 5.500 metri)
  • Record assoluto maschile: Jim Walmsley, 14:09:28
  • Record assoluto femminile: Courtney Dauwalter, 15:29:34
  • Iscrizioni amatori: tramite lotteria, chiuse a dicembre 2025